La vacuità del simulacro

Caro lettore, quello che stai leggendo è un blog, ovvero un diario online scritto da persone assolutamente insignificanti per motivi solitamente intrinseci al cazzeggio, o comunque derivanti da una vita quotidiano mediamente frustrante. Sì hai capito bene, stai perdendo tempo che potresti impiegare su un buon Dostoevskij, che magari ti tornerebbe utile nel caso avessi intenzione di rimorchiare casalinghe separate al club del libro.

Questo blog non ha un tema di fondo. Prendiamo ad esempio questo post, nel quale intendevo fornirne una sbozzata presentazione. Mi sono trovato in difficoltà, finché non ho letto le ultime dichiarazioni di Mourinho, l’allenatore dell’Inter.

«C’è una differenza molto grande tra il nostro lavoro e il vostro [quello del giornalista, ndr]. Tutti possono parlare e scrivere, ma poi sono io che decido. Ho un amico giornalista che iniziava la cronaca della partita mentre la guardava, ma se per caso alla fine cambiava il risultato si arrabbiava perché doveva cambiarla tutta e magari doveva restare un’ora di più allo stadio. Oggi io ai miei giocatori ho parlato di Pizarro e non di Pato, questo è il nostro lavoro. Non c’è tempo per piangere se perdi, né per festeggiare se si vince. La nostra è una vita per chi lavora, non per chi scrive dopo sul lavoro degli altri»

Lo “Special One”, eletto di diritto tra i numi tutelari di questo spazio virtuale, ha offerto un’ottima descrizione di quanto in questa sede s’intende fare, se non letteralmente, almeno nello spirito. Sempre da Mourinho si vuole prendere a modello quella serenità e quel distacco, accompagnati da una malcelata umiltà, nel giudicare terzi e realtà che non abbiamo personalmente esperito.

So che quanto ho scritto, lettore, quanto leggerai forse tra svariati giorni o mesi -sempre che duri abbastanza da volermi registrare ad aggregatori e simili- ti sta mettendo in guardia dal ripassare. Ma credimi: in una blogosfera permeata da una coltre di autoreferenzialità, dove la marchetta regna da padrone, qualche cazzaro con la sola virtù di saperlo essere rappresenta il male minore. Di questi tempi, quasi un lusso.

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2 risposte a La vacuità del simulacro

  1. Robert Klosterwurstsepp ha detto:

    Francamente credo che sia eccessivamente laborioso e non rispettoso degli obblighi convenzionali internazionali sulla privacy, obbligare il lettore a fornire un indirizzo mail OBBLIGATORIO. Siamo sicuri che i gestori del blog non utilizzino suddetti indirizzi per inviare informazioni commerciali riguardanti Viagra e prodotti per la pene? Chi garantisce l’utilizzo corretto delle informazioni? Insomma oggi volete il mio indirizzo mail, il nome e un domani vorrete la mia data di nascita, il numero di cellulare, il codice del bancomat e il referto dell’urologo!!!!
    VERGOGNA!!!!!!!!!!

  2. Johnk233 ha detto:

    What a video it is! In fact amazing and fastidious quality, please upload more video clips having such good quality. Thanks. dkdgeeggaeea

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