L’elettore consapevole e i suoi perché

Nel presentarvi la seguente lettura, la redazione de «Il Male Minore» ricorda che non esiste un male minore e invita tutti all’astensione nelle consultazioni elettorali di oggi e domani.

Nella già di per sè nociva categoria degli elettori c’è una sottospecie verso cui giova stare particolarmente in guardia. E’ quella dell’elettore consapevole, di chi, prima di abbandonare la scheda nell’urna, “ci pensa”, valuta “attentamente” le molteplici (e scadenti) alternative che la democrazia parlamentare gli offre e poi prende una decisione ponderata. E traccia una croce.

Cosa vota l’elettore consapevole? Naufragato il Partito Democratico, scelta comunque troppo banale per l’elettore consapevole, quest’ultimo sembrerà optare per tre possibilità.

a) Sinistra e libertà: di sinistra ma non rozzamente marxista come la compagine di Ferrero. Con una particolare predilezione per le tematiche inutili: ambiente, diritti delle coppie gay, integrazione comunitaria (so che molti non saranno d’accordo ma prendete in considerazione, per giudicare la priorità di codeste issues, il seguente argomento: quanti italiani sono omosessuali, direttive della UE o alberi?). Lo scrittore Giuseppe Genna argomenta così la sua scelta di voto consapevole (e non può essere altrimenti dato che utilizza la locuzione “paese sdrucito dal materialismo più grezzo”)

E il laboratorio in cui misuro il massimo fervore, la curiosità più acuta e coraggiosa, la condivisione di diritti fondamentali, la memoria e l’apertura al futuro più penetrante è in Italia per me Sinistra e Libertà. Per questi motivi voto Sinistra e Libertà, consegnando la delega preziosa a rappresentarmi a persone come Nichi Vendola e Claudio Fava, che si prendono la responsabilità della mia responsabilità verso gli altri con cui vivo e vorrei vivere.

Credo non sia necessario commentare ulteriormente.

b) La seconda scelta è classica in termini di europee: i radicali, ora (e da cinquant’anni, parrebbe) Lista Bonino – Pannella. Una cosa va riconosciuta ai radicali, sono tra i pochi ad avere una vaga idea di che fare a Strasburgo. Se questo è un bene o un male lascio al lettore stabilirlo. Ora, nel 2008 la magica coppia ebbe un’idea: candidarsi nel Partito democratico. Va da sé che, dati alla mano, il partito radicale (o i movimenti ad esso associato) non dovrebbero manco esistere per i media. Invece lagne e scioperi li fanno andare in tv più di Franceschini. A parte questo, i radicali sono fichi e attirano i voti dei ggiovani. E anche quelli di nomi eccellenti, da Vasco Rossi a Franco de Benedetti. Mancano quelli delle persone normali e c’è un perché: ai normali non gliene frega niente dell’Europa, ok?

c) La terza alternativa è la più agghiacciante: L’Italia dei Valori. Dice l’elettore consapevole: “C’è una grande crisi che coinvolge la legalità. E’ urgente ripristinarla”. Un paio di cazzi, mio caro elettore consapevole. Per quanto mi riguarda credo sia più urgente riuscire a tenermi quei quattro soldi che mi danno senza vederli sfumare in tasse. Vorrei poter fare sesso telefonico senza che il vostro idolo, Gioacchino Genchi, senta le porcate che sussurra alla mia donna (la replica “io non ho nulla da temere dalle intercettazioni, ho la coscienza a posto” tenetevela per voi, fascisti del cazzo). Vorrei che considerasti, elettore consapevole dell’Idivvù, che oltre ai politici, i cui abusi non manchi mai di additare alla folla sbavante con tanto di forconi, che anche i giudici sono nemici del povero cristo medio e odiano la sua libertà. La casta al quadrato, formata da coloro che non si devono nemmeno confrontare al giudizio periodico degli elettori (compresi quelli inconsapevoli, che votano di pancia, che tu tanto disprezzi, e.c.).

Considera infine queste mie parole, elettore consapevole dell’Idivvù. Non soffri la rozzezza dei leghisti, l’ingenuità dei berluschini, il fideismo ideologico dei piddini e voterai per un ignorantone spaesato, con poche idee e assai confuse. Una scelta pienamente consapevole.

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2 risposte a L’elettore consapevole e i suoi perché

  1. Pingback: Anonimo

  2. Zambo ha detto:

    Ieri ho fatto qualcosa di concreto come attivista per il non-voto.
    Organizzi una gitarella in montagna, perlopiù in un luogo sacro ai cimbri (Calà del Sasso). Perdi il sentiero in cima vagheggiando un probabile raccordo con una fantomatica via del Tabacco. Costringi i tuoi compari ad un ritorno tardivo in modo che non possano esprimere il loro “diritto” a votare.

    Segue telefonata minacciosa del padre di costui, candidato in una lista “malminoritaria” nel comune di appartenenza.

    Il tutto poi condito con risvolti piccanti da telenovela, ma qui non si può raccontare.

    Ciao,
    Z

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